Ambrosini: “Tonali è già un simbolo, ma può ancora crescere in una cosa”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Massimo Ambrosini, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato di Sandro Tonali e di quanto sia già diventato simbolo del Milan.

“Scudetto 1996? Ero una simpatica comparsa in un gruppo di stelle affermate. Mi sentivo un bambino felice al parco giochi, ogni tanto mi facevano fare un giro sulla giostra…”

Le “giostre” furono sette presenze, per un totale di 242 minuti in campo. Ambrosini, se Tonali vincerà il suo primo scudetto ci avrà messo più sostanza…
«Situazioni imparagonabili. Se Tonali dovesse diventare campione, mi ricorderebbe il titolo vinto con Zaccheroni nel 1998- 99. Avevo la stessa età di Sandro ed ero un titolare del centrocampo, proprio come lui adesso. Anche se il Milan di oggi ha più consapevolezza di quello del ‘99. In squadra avevamo tanti campioni, da Maldini e Costacurta a Boban e Weah, ma arrivavamo da due stagioni deludenti e c’era un allenatore al debutto con il Milan. Ci servì un po’ di tempo per metabolizzare il nuovo sistema di gioco e prendere quota, solo strada facendo capimmo che avremmo potuto vincere. La squadra di oggi invece arriva da due anni e mezzo di lavoro, ha certezze superiori perché le ha consolidate nel tempo».

Tonali è una di queste. In che cosa è migliorato di più in questa seconda parte di stagione?
«Ora ha una presenza “totale”: lo senti anche in quelle fasi della partita in cui magari è un po’ meno lucido del solito. È diventato un giocatore continuo, non soltanto nelle prestazioni ma dentro ai momenti diversi delle partite».

In cosa può ancora crescere?
«Tonali ha le qualità tecniche per segnare di più da fuori, e più in generale con il suo dinamismo può sprintare e inserirsi di più in area. Ma discutiamo della classica ciliegina sulla torta, è già un trascinatore così…».

E tra un anno, quali sfide lo aspettano?
«Direi che la variabile sarà la gestione del risultato finale di questo campionato: se vincerà, dovrà essere bravo ad alimentare la fame di successo. Diversamente, si tratterà di sfruttare lo spirito di rivalsa per riuscire a prendersi quello che stavolta è sfumato per un soffio».

Nell’attesa di sapere come finirà, lei è riuscito a capire a chi somiglia Tonali?
«Ancora no. Ma vi dico che per me non è né Pirlo né Gattuso. E che, scudetto o meno, è già un simbolo del Milan».

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