il 14/10/2022 alle 09:09

Ambrosini: “Milan, così mi spiego la disparità di rendimento tra Serie A e Champions”

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Intervistato dall’edizione odierna di Tuttosport, l’ex centrocampista rossonero Massimo Ambrosini ha parlato della differenza di rendimento tra il Milan in Serie A e in Champions League: «La prima parte di questa stagione dei rossoneri è coerente con quanto successo nella passata annata: una squadra propositiva, coraggiosa, che non si è mai pianta addosso nonostante le difficoltà di alcuni momenti e gli errori, i pochi propri e quelli da parte di altri».

Massimo Ambrosini Milan

Il Milan vola in campionato, va meno bene in Champions League.
«La partita di ritorno, a San Siro, col Chelsea non deve essere considerata, parliamo di una gara falsata dopo venti minuti. Il Milan ha sbagliato il match di Londra, ma può capitare di perdere allo Stamford Bridge contro un rivale così forte. Per il resto col Salisburgo probabilmente i rossoneri avrebbero potuto fare qualcosa di più, ma il cammino è quello. I ragazzi di Pioli sono ancora padroni del loro destino anche in Europa. Vedo una disparità solo sui particolari tra campionato e Champions, proprio perché Milan-Chelsea, per quanto accaduto, non può fare testo».

Da campione in carica, il Milan è favorito per vincere lo scudetto? E per passare il girone di Champions, almeno da secondo?
«Non mi piace questo termine, io userei candidato. I rossoneri in Italia sono consapevoli della propria forza, in Europa lo dovranno essere di più, perché hanno la possibilità per fare bene».

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In attesa di Charles De Ketelaere.
«Il Milan ha bisogno anche di Origi, se parliamo di nuovi arrivati, dato che Giroud sta tirando da tempo la carretta lì davanti e i rossoneri potrebbero avere anche bisogno di un cambio di caratteristiche in attacco o di una soluzione diversa. Per questo non punterei solo sull’ex Bruges le aspettative per alzare numericamente i calciatori di qualità della squadra. Certo, De Ketelaere è un atleta di prospettiva che secondo me ha terminato l’apprendistato».

Il Milan ha aspettato Leao. Parliamo oggi del calciatore più decisivo della serie A?
«Sì, adesso sì. Per il tipo di consapevolezza che ha preso di se stesso. E per l’efficacia e la concretezza che mette ora nel proprio gioco».

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Vale quindi davvero più di 100 milioni di euro?
«Non mi piacciono questi discorsi, diciamo solo che è un calciatore che vale e varrà tanti soldi. Ma se Jack Grealish è stato pagato 117 milioni di euro dal Manchester City…».

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