Ambrosini: “Così l’addio al Milan: Galliani, Cristante e… la rivalsa”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Ad anni di distanza, Massimo Ambrosini ha raccontato com’è andato veramente nell’estate del 2013 il suo addio al Milan

Intervistato da Alessandro Alciato sul canale Youtube della Lega Serie A, Massimo Ambrosini è tornato a parlare del suo addio al Milan. Al microfono del giornalista, “Ambro” ha raccontato cosa è successo veramente in quell’estate con Adriano Galliani e cosa lo ha portato a vestire l’anno successivo la maglia della Fiorentina. Nel finale, Massimo Ambrosini ha ricordato anche l’episodio dello striscione durante i festeggiamenti per la Champions League di Atene del Milan

Ambrosini e l’addio al Milan

“C’è stata una gestione poco attenta. E’ giusto che loro pensassero ad alto, io avevo 37 anni. Ma è giusto anche che lo comunicassero in maniera diversa e forse se ne sono resi conto. E forse anche il dopo … poteva essere data un’importanza superiore a quella che mi è stata data. A me l’hanno comunicato in due momenti: vinciamo a Siena e ci qualifichiamo in Champions League, il giorno dopo vado in vacanza e chiamo Adriano Galliani e per me non era concepibile che io lasciassi il Milan. Poi mi ha detto che c’era Bryan Cristante che stava giocando di più. Dopo due settimane di sì e di no, ero in riva al mare a Pesaro e mi è arriva la chiamata di Galliani che mi ha detto “Guarda Massimo …“. Ero tristissimo, ho finito a 492 presenze e il mio sogno era quello di arrivare a 500, ma non era tanto quello, io non mi vedevo altrove…”.

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La Fiorentina

“Poi è arrivata la Fiorentina ed è stato un anno fantastico, li ringrazierò per sempre. Quella scelta è stata figlia della rivalsa che avevo dentro. Quando il mio procuratore mi ha chiamato per dirmi che la Fiorentina era interessata a me, inizialmente avevo scartato subito l’idea viola, poi mio padre e il procuratore mi hanno fatto ragionare. Alla fine è stata un’ottima scelta quella di andare a Firenze. Io volevo giocare a tutti costi contro il Milan e ci riuscii anche da stirato. Volevo chiudere un cerchio e ci sono riuscito”.

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Lo striscione contro l’Inter

Durante l’intervista, Massimo Ambrosini è tornato anche sullo striscione delle polemiche durante i festeggiamenti per la Champions League vinta col Milan ad Atene nel 2007. Forse è superfluo ricordarlo, ma lo striscione era un sfottò ai tifosi dell’Inter e recitava “lo scudetto mettilo nel c**o“:

“Sì, fu un errore. Però ormai è abbastanza passato. E comunque l’ho pagato quell’errore, molto…”.

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