Ambiziosi senza pressioni

DiSimone Cristao

Dic 8, 2020

Quanto è difficile essere ambiziosi senza esser arroganti? Quanto ci si può spingere a volare alto verso il sole senza correre il rischio di bruciarsi?

Come un moderno Icaro il Milan 2020 è riuscito a fuggire dal labirinto degli ultimi anni, un colpo d’ala dopo l’altro si è messo alle spalle dubbi e incertezze lasciandole sulla terraferma per spingersi verso la luce abbagliante del primo posto.

Non è un viaggio breve quello del Milan: una sola sconfitta nelle ultime 31 partite ufficiali, miglior partenza di sempre dall’era dei 3 punti, 30 partite consecutive di SerieA andando a segno, record di partite con almeno 2 gol a referto…
Non è un caso di una manciata di gare questo Milan. Questo Milan è ormai una squadra costruita, con due fasi di gioco ben chiare, capace di fare la partita e di adattarsi in parte anche all’avversario (non c’è mai una partita preparata tatticamente come la precedente). Sa attaccare gli spazi e giocare nei mezzi spazi, sa aggredire alto e chiudersi negli ultimi 25 metri. Ha colpi dei singoli e gol corali da squadra di razza.

Come ha ricordato Paolo Maldini questa squadra deve essere ambiziosa perchè ne ha quindi le capacità. “Il Milan sta sognando e non vuole smetterlo di farlo. Soprattutto, non mollerà. Ai calciatori chiedo sempre di esser ambiziosi. Serve un obiettivo quasi utopistico per arrivare a quello possibile.
Ambizioni e entusiasmo: sono le parole chiave
“.

Proviamo a vedere velocemente perchè dovremmo esser ambiziosi, quasi sfrontati: in porta c’è il miglior portiere del campionato, a sinistra il miglior terzino. La coppia di difensori Kjaer-Romagnoli ha dimostrato da oltre 30 gare di essere di grande affidamento e viene aiutata dal buon Gabbia. A destra c’è Calabria che per continuità di rendimento quantomento è nella top 3 della Serie A fin qui giocata. La coppia di mediani, senza possibilità di smentita è di gran lunga la migliore del torneo, supportata dal Tonali in crescita delle ultime gare. Davanti c’è il trequartista più trequartista del campionato insieme al capocannoniere della A, coadiuvati da ragazzini terribili, gregari e un Ante Rebic ancora a “riposo”.
Perchè mai una squadra del genere dovrebbe essere un fuoco di paglia o una sorpresa?

Vero, spesso ambizione fa rima con superbia, peccato mortale per ogni squadra di calcio, un peccato che però finora pare non vivere nei cuori e nelle menti dei rossoneri. Sarà proprio l’entusiasmo di tutti a tener viva la fiamma dell’ambizione e a tener spenta quella della superbia. Sono giovani, lasciamoli tali, diamo grande entusiasmo ma non diamo pressioni di obiettivi: sarà un gioco di equilibri a cui saremo chiamati anche noi a participare specie nei possibili momenti di appannamento.


E poi milanisti, non prendiamoci in giro, se ci diciamo tra noi che questa squadra deve volare basso ciò non porta minor distrazioni o pressioni per i giocatori: vi “vedo” controllare i risultati delle avversarie nel weekend, non nascondiamoci dietro un dito, dentro di noi sappiamo bene che controlliamo perchè vogliamo restare sopra a tutti e allungare e non solo per la corsa Champions…

Puntare all’obiettivo massimo (Scudetto) per arrivare almeno all’obiettivo minimo (Champions).

Abbiamo fatto 10 anni di purgatorio, siamo temprati a ben altre recenti delusioni, non andrò in analisi se quest’anno a maggio andremo “soltanto” in Champions.
Godiamoci il momento, godiamoci il viaggio, è inutile tafazzarsi da soli.
Sogniamo con lucidità e consapevolezza di avere per le mani finalmente una squadra degna del nome Milan.

“Il Milan sta sognando e non vuole smettere di farlo”, se a dirlo è Paolo Maldini chi siamo noi per vietare sogni ambiziosi?

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