il 29/07/2023 alle 08:26

Altafini: “Milan, Leao è da scudetto! Io e Pelé, quante falsità…”

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Dopo 85 anni, José Altafini è ancora sul pezzo: così l’ex bomber del Milan tra i ricordi delle vittore e i complimenti a Rafael Leao

A pochi giorni dal suo 85esimo compleanno, l’ex bomber del Milan degli anni 60 José Altafini ha ricordato i momenti vissuti con la maglia rossonera e con la maglia della Seleção. Nell’intervista, spazio anche a qualche considerazione su calcio di oggi: il Milan di Rafael Leao, il futuro Brasile di Ancelotti e qualche rimpianto su Neymar.

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“Ero troppo giovane, ma quante falsità in quel film!”

José Altafini ripercorre sulle colonne della rosea la sua carriera: il Mondiale vinto col Brasile, l’amicizia e la rivalità con Pelé, i ricordi della prima, memorabile Coppa dei Campioni con il Milan.

Uno sguardo all’indietro

«Cosa vedo? Un ragazzo che ha vinto il Mondiale quando era troppo giovane. Nel ‘58 Pelé era più piccolo, lui 17 anni e io 20, ma era già maturo. Io ero un bambino, non mi sono goduto la grandezza di quel successo. Così a ogni Mondiale succede questa cosa strana, mi emoziona di più vedere gli altri sollevare la coppa. Pelé il più grande di tutti? Sì. Sintetizzo: trovatemi un calciatore che usa destro e sinistro con la stessa incredibile efficacia. Non lo troverete perché non esiste. Ho amato Pelé, non eravamo mica rivali come ci ha dipinto quel film di qualche anno fa… La rivalità non poteva esistere perché quando giocavo contro di lui finiva sempre allo stesso modo: Altafini segnava un gol, Pelé tre o quattro… Quel film è pieno di falsità: che giocavamo insieme per strada da bambini, che la madre di Pelé aveva lavorato come donna di servizio per mia madre… Ma se la mia famiglia era povera come la sua! E poi ci siamo conosciuti a 17 anni».

I ricordi più belli di José Altafini con la maglia del Milan

«I primi anni. Liedholm, Cesare Maldini e Schiaffino che mi prendono sotto la loro ala e mi fanno crescere. Ero maturo quando a 24 anni ho regalato la prima Coppa dei Campioni al Milan? Più o meno… Fu una giornata memorabile, sì. Con il Milan ho vinto e segnato tanto, ma sempre con una certa incoscienza. Ho davvero ragionato da professionista quando alla Juve, a fine carriera… Pensi che mi chiamò il Milan, sarebbe stato un grande ritorno, ma avevo appena firmato per i bianconeri che tornavano in Coppa Campioni dopo 5 anni di assenza. Non c’è niente di più bello della Champions, meglio anche di un Mondiale. Vedere un derby in semifinale e l’Inter in finale, con Roma e Fiorentina finaliste nelle altre coppe nell’ultima stagione è stato fantastico. E non è stato un caso: in Italia ci sono tecnici preparatissimi ed esperienza. Anche il Napoli, è uscito col Milan, ma a testa altissima».

“Leao può arrivare a livelli altissimi: con lui il Milan è da scudetto!”

La seconda parte dell’intervista di José Altafini è dedicata al calcio di oggi, dai problemi strutturali ai grandi campioni: Rafael Leao per il Milan, Osimhen per il Napoli e… Carlo Ancelotti per il Brasile.

José Altafini sul calcio di oggi, Leao, Osimhen, Lukaku, Vlahovic, Mbappé, Messi, Neymar e… Ancelotti

«I procuratori lo hanno rovinato. C’è molta incompetenza. Oggi i giocatori vanno a guadagnare in Arabia, ma chi si ricorderà di loro non appena lasciano l’Europa? Seguo il calcio ma scelgo, guardo solo le belle partite. E i grandi giocatori. Il più forte della Serie A? Leao, con continuità può arrivare a livelli altissimi. E Osimhen, una garanzia. Con loro Milan e Napoli sono da scudetto. I rossoneri stanno facendo cose interessanti sul mercato, gli azzurri hanno preso Garcia che è un bravo allenatore. Se la giocheranno con Juventus e Inter, a patto che i nerazzurri comprino un signor centravanti. Lukaku era perfetto. Come Vlahovic: non lo venderei mai. Il migliore al mondo è Mbappé. Mi ricorda molto Eusebio per velocità, tecnica e dribbling. La finale mondiale contro Messi è stata uno show, ha vinto Leo ed è giusto così, lo meritava. Per la carriera fatta è più forte di Maradona. Una delusione? Neymar, aveva stoffa per essere il numero uno. Ancelotti è l’uomo giusto per il Brasile? È un vincente, conosce il calcio internazionale e sa gestire i giocatori. A Madrid infatti lo amano…».

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