Milan, Monica Colombo: “Ecco perchè sarà Ibrahimovic a scegliere l’allenatore” (ESCLUSIVA)

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Intervenuta in esclusiva per Radio Rossonera, Monica Colombo ha parlato del match di Monza, di Cardinale e del futuro allenatore del Milan

Nelle ultime settimane, sono tante le voci che si rincorrono rispetto al possibile cambio di allenatore per il Milan in vista della prossima stagione. Intervenuta in esclusiva per Radio Rossonera Talk, Monica Colombo ha parlato della sconfitta di Monza, di Cardinale e del futuro di Stefano Pioli come allenatore del Milan.

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Monica Colombo sulla sconfitta di Monza

Sensazioni del postpartita lato Milan?

“C’era molto scoramento, anche se quello che è stato il punto di vista di Pioli è la conferma delle sue scelte. Non ha ripudiato il fatto di aver cambiato così tanto ricorrendo alle seconde linee. Ovviamente è il primo ad essere deluso del loro rendimento, penso a Okafor e Chukwueze, e dall’altro lato ha detto che essendo l’allenatore la persona che prende le scelte è il primo responsabile. Al contempo però non ha abiurato quella che era stata la sua idea di fondo. E’ ovvio che ieri è stata perse un’occasione colossale che era quella del sorpasso ai danni della Juventus. Thiaw non andava in campo da quasi 3 mesi ma ha compiuto degli errori marchiani forse frutto di una condizione ancora lontana dall’essere la migliore”.

Quando secondo te il Milan ha perso la partita?

“L’ha persa subito, c’è stata una differenza netta di voglia e di aggressività. Io vedo spesso il Monza, e uno dei difetti che si possono imputare alla squadra è il fatto di non concorrere per un obiettivo ben definito e di essere magari un po’ discontinua, poco prolifica, non troppo aggressiva nel corso dei 90 minuti. Invece ieri era come se fossero scesi in campo proprio con la voglia di dimostrare di poter battere un’altra big. E poi l’episodio che ha fatto pendere la bilancia è stata la sciagurata espulsione di Jovic. Io credo che possa si essere partito tutto da una provocazione o un mezzo fallo di Izzo, ma comunque se sei l’attaccante del Milan non puoi cadere in errori così ingenui”.

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Il commento su Cardinale

Che disegno ti sei fatta nelle ultime 48 ore sulla proprietà dopo le dichiarazioni di Cardinale e Scaroni?

“Se dobbiamo discutere del discorso stadio mi sembra si stia ancora dicendo tutto e il contrario di tutto. Cardinale, Scaroni, Sala…ciascuno racconta il proprio pezzo di storia senza mai essere sincero fino in fondo. Certo che il Milan ha la volontà di andare avanti sul discorso San Donato, Scaroni non ha smentito che la telefonata tra Cardinale e Zhang ci sia stata ma derubricata a ‘contatti frequenti’. Però al contempo il discorso ristrutturazione light di San Siro, pur nell’immediato esclusa, non è proprio un’ipotesi completamente uscita dal tavolo. Per il resto, mi sembra che Cardinale abbia manifestato la volontà di restare in sella e allontanare quelli che sono i dubbi sul suo impegno nell’immediato. La scadenza di rimborso nei confronti di Elliott non è così imminente perchè parliamo del 2025, di conseguenza non mi agiterei se fossi un tifoso del Milan”.

Chi sarà il futuro allenatore del Milan?

Credi che ci sia uno spiraglio per vederlo sulla panchina del Milan anche l’anno prossimo oppure si cambierà?

“Io sono più per la seconda opzione. Dopo questa striscia di risultati positivi, la possibilità di salire al secondo posto, un’ottima vittoria nell’andata di Europa League col Rennes, sembrava che Pioli potesse onorare anche il suo ultimo anno di contratto col Milan. Però è altrettanto vero che appena è arrivato un risultato negativo, i social sono esplosi. Il parere dei tifosi conta fino ad un certo punto, però mi chiedo quanto sia utile per il Milan andare avanti anche qualora arrivasse secondo o in fondo all’Europa League, perchè il rapporto con l’ambiente si è un po’ sfilacciato. A mio avviso, l’ultima parola ce l’avrà Ibrahimovic, che tra tutti i dirigenti è quello che ha il maggior occhio sul lato sportivo e che fa da collante tra Milano e gli Stati Uniti”.

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