Allenatore Milan, Bucciantini: «Smentisco le “cavolate” con la storia» (ESCLUSIVA)

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Un ragionamento sul futuro allenatore del Milan e su quelli del passato: così Marco Bucciantini smentisce le “cavolate”

Non solo di Antonio Conte e Stefano Pioli, Marco Bucciantini sul nostro canale Youtube ha voluto allargare il discorso e rifarsi alla storia del Milan per parlare del tema centrale dell’allenatore del futuro.

Due domande al giornalista

Su chi andresti per la panchina?

“Prima dell’allenatore mi preoccuperei di irrobustire il centrocampo che vagamente ricordi Kessié o Tonali: scegliete voi quale dei due, ma che ricordi qualcosa di loro. Quanto al tecnico l’ho detto tante volte: per il Milan spero Italiano o De Zerbi. Per me sono due italiani pieni di idee e di coraggio.

A volte sento dire delle cavolate quando si dice che in certe piazze servono allenatori che hanno vinto. Allora, facciamo un giochino, da quando ci ricordiamo il Milan che vince. Liedholm quanti Scudetti aveva vinto? 0. Sacchi non aveva fatto nemmeno un campionato di Serie A. Quelli dopo li vince con Capello che neanche allenava. Ancelotti aveva fatto Juventus e Parma senza vincere trofei. Allegri aveva allenato solo il Cagliari in A. Poi l’ha rivinto con Pioli, che andava di moda dire che fosse uno che non vinceva. Quando vi dicono che il Milan ha bisogno di un allenatore che ha vinto, raccontategli la storia: va conosciuta. Le grandi società fanno i grandi allenatori. Gli allenatori scelgono le idee e le portano a vincere”.

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