Milan, Trevisani suggerisce Allegri e si appella al “Risultatismo italico”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Moltissimi profili sono stati accostati alla panchina del Milan, Trevisani e l’ipotesi Allegri: Pastore risponde

Il Milan è alla ricerca del nuovo allenatore per la prossima stagione: Riccardo Trevisani se ne esce con un insolito nome, quello di Massimiliano Allegri. I profili accostati alla panchina del Milan si sprecano e Trevisani ne approfitta per fare una provocazione su Allegri. Il tecnico della Juventus è stato esonerato in malo modo dalla società bianconera e in molti si interrogano sul suo futuro.

Trevisani e la suggestione Allegri

Cronache di Spogliatoio ha fatto un episodio speciale di “Fontana di Trevi” a teatro. Durante lo spettacolo si è affrontato anche il capitolo Milan e la questione allenatore.

Trevisani parte con una critica parlando della parabola di Allegri con la Juventus: “È passato da essere un allenatore da scudetto ad uno da quarto posto”. 

Pastore lo incalza chiedendogli del futuro di Allegri e a sorpresa Trevisani cita il Milan: “Il Milan cerca Lopetegui e altre mille profili, i tifosi non apprezzano l’allenatore straniero di mezza tacca, ma vorrebbero Antonio Conte. Ma se non arriva Conte e se non si riesce ad arrivare a De Zerbi, perché non puntare su Allegri visto che il ‘risultatismo italico’ ti dice che ha 13 trofei“. 

Risponde giustamente Pastore: “Perché non si sposa con il concetto del Milan sulla crescita dei giocatori da valorizzare”. 

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