Albertini: “Ecco cos’ha pagato il Milan in Champions, io lo so bene”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Demetrio Albertini ha parlato della situazione del Milan in Champions League: qualificazione ancora possibile?

In Champions il passo dei rossoneri è diverso. Come se lo spiega?
«Il Milan è tra le squadre più giovani della Champions, a molti dei giocatori di Pioli manca l’abitudine alla partita internazionale…».

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Albertini, l’esperienza della stagione passata, con un girone di ferro e avversarie di altissimo livello, non è bastata a forgiare il gruppo?
«Le partite internazionali non vanno solo contate, vanno pesate. Le presenze e il minutaggio sono una cosa, tutt’altro è l’obiettivo per cui si gioca: è quando giochi per vincere, per fare strada fino in fondo, che riesci a sostenere certi confronti e a lottare con i più forti. Il Milan ci arriverà, sta vivendo un processo di crescita, come del resto gli è accaduto in questi anni in Italia».

Dove però i rossoneri sembrano andare a un’altra velocità…
«Ed è proprio il ritmo l’altro fattore che marca la differenza tra le nostre squadre e quelle di Premier, della Liga, di Bundesliga. In Serie A si gioca un calcio più lento, meno dinamico: il Milan va controcorrente, ma in Champions, quando incroci una squadra come il Chelsea lo paghi. Anche se la partita di martedì non fa testo».

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Intuiamo il suo pensiero sull’arbitraggio di Siebert.
«Non ero allo stadio, la stavo guardando alla tv. Quando ho visto l’arbitro fischiare quel rigore ed espellere Tomori ho cambiato canale. Il calcio è uno sport di contatto, che non ci fosse alcun fallo lo dimostra anche il fatto che Mount abbia concluso l’azione e tirato. Un errore inequivocabile dell’arbitro non può rovinare una partita in questo modo, è un peccato perché sono convinto che il Milan avrebbe anche potuto vincere. Detto questo, il destino è ancora nelle mani dei rossoneri».

Albertini, si aspetta di vederli agli ottavi?
«Mi stupirei se non passassero il turno. Il Milan può e deve qualificarsi, mi aspetto che riparta da una vittoria a Zagabria. Anche se non è partito per vincere la Champions, ha bisogno di allenarsi a giocare partite in cui non si può sbagliare. E quelle partite esistono solo in Champions: in questo senso è un torneo completamente diverso dal campionato».

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