Albertini alla Gds: “Vorrei Adli subito e a giugno il bomber”

DiDavide Giovanzana

Gen 4, 2022

Albertini

Demetrio Albertini è stato intervistato questa mattina dalla Gazzetta dello Sport. L’ex centrocampista, in rossonero dall’88 al 2002, ha parlato di desideri, analisi e dritte per il mercato di gennaio del Milan.

Premessa
Ho sempre reputato il mercato di gennaio complicato, perché per centrare i grandi colpi devi individuare casi limite come quello di Ibra due anni fa, o profili in uscita che spingano per partire subito, come accadde per Eriksen all’Inter.

Botman è il nome giusto per la difesa?
Io credo proprio di sì. Arriva da una scuola, quella dell’Ajax, che forma difensori capaci sia di marcare che di costruire. Il Milan ha un gioco molto intenzionale, propositivo e organizzato: a Pioli servono difensori compatibili con questo sistema e Botman è uno di questi.

A centrocampo, almeno fino al derby mancheranno Kessie e Bennacer. La tenuta scudetto del Milan si misurerà in mediana?
Tonali è cresciuto molto ed è una garanzia, ma andrà valutato l’andamento di Bakayoko.

Come si spiega il rendimento deludente del francese, che pure conosceva già ambiente e compagni?
Quando si passa da un allenatore all’altro cambia tantissimo. Forse, per caratteristiche tecniche, Bakayoko è meno adatto alla filosofia di Pioli. Detto questo, penso che il tecnico debba puntare su di lui alla ripresa: con più fiducia e continuità potrebbero crescere le sue motivazioni.

Basteranno lui e Krunic per compensare l’assenza degli africani o converrebbe andare sul mercato?
Non è facile puntare sul nome giusto. Quando nel gennaio 2005 andai al Barcellona, era una situazione simile: avevano bisogno di un titolare non titolare, un centrocampista pronto a prendere il posto dei tra infortunati che sarebbero rientrati nel giro di poco tempo.

C’è un Albertini versione 2005 in giro oggi?
Non saprei, ma ci sono buoni giocatori finiti ai margini della propria squadra. Penso a Ndombelè del Tottenham. Occorrerebbe capire a quali condizioni potrebbe partire, magari in prestito. Anche se una soluzione di questo tipo è rischiosa: se devi rimpiazzare Kessie e Bennacer fino a febbraio e ingaggi un calciatore in cerca di spazio per sei mesi, come fai a caricarlo?

Un rinforzo a centrocampo il Milan ce lo avrebbe già…
Adli mi incuriosisce tantissimo. Se c’è margine di manovra con il Bordeaux, spero che il Milan lo faccia arrivare adesso. Sarebbe la soluzione ideale rispetto a quanto dicevo prima: è giovane, è già tuo, deve maturare e imparare a farsi strada ad alto livello. E sa giostrare tra tante posizioni, con Pioli giocatori così ingranano presto.

Renato Sanches può reggere l’eredità di Kessie?
E’ giovane ma ha già molta esperienza tra club e nazionale, un regista atipico moderno, tecnicamente molto dotato. Anche lui adatto al modello Pioli. Sostituire Kessie, però, sarebbe dura per chiunque…

Chi si è mosso meglio nella partita sul rinnovo tra lui ed il Milan?
La difficoltà è nel programmare, perché da una parte il Milan costruisce credibilità per il futuro valorizzando i suoi talenti, ma dall’altra ne perde un pezzettino se li lascia andare via quando sono al top. E’ un discorso ampio: andare incontro alle richieste di Kessie vorrebbe dire “esporsi” alle richieste degli Hernandez e così via. Bisogna capire in che tempi il Milan vuole arrivare ai vertici, anche europei.

Niente rinforzi in attacco?
Mi concentrerei sul mercato di giugno, va individuato e acquistato l’erede di Ibrahimovic.

Consigli?
Mi piacerebbe una punta alla Vlahovic, giovane e da 20 gol a stagione. Confesso che un po’ mi spiace non vedere il Milan accostato a giocatori di questo tipo.

Qual è il suo piano B?
Dobbiamo fare tesoro del Milan che teneva campioni come Papin in tribuna. Ora è il Milan a dover puntare su attaccanti così, forti ma chiusi nel loro club. Penso a Origi del Liverpool: in A segnerebbe parecchio. E gli scudetti si vincono grazie ai bomber, ve lo dice un centrocampista…

Conclusione
Rinforzi o meno, questo Milan può vincere lo scudetto anche così com’è, perché ha creato una filosofia che è la sua forza e che gli permette di stare in alto da due stagioni.

Albertini

photocredits: Repubblica.it

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