AIA, così non va: si gioca poco e si danneggia il gioco

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Per la prima volta dalla sosta per le nazionali abbiamo un po’ di tempo per analizzare qualche cosa di diverso da probabili formazioni, discussioni pre e post partita o ultime notizie da Milanello su recuperi dell’ultimo minuto per un’imminente gara. Da quel Milan-Napoli del 18 settembre si è tornati dalla pausa con la sfida di Empoli: la prima del tour de force. Cinque gare in sedici giorni hanno spremuto testa e gambe degli uomini di Stefano Pioli, ma tutto sommato (disastro Siebert a parte), 9 punti non sono da buttar via. Da domenica sera a sabato alle 18 passa qualche giorno in più rispetto a quanto siamo abituati ultimamente, e per questo motivo è interessante concentrarsi su un tema che sta particolarmente a cuore a chi scrive.

Guardando Verona-Milan, non si è avuta la netta impressione che si sia giocato molto meno rispetto ai 97 minuti e 41 secondi di tempo trascorso? Onestamente, la sensazione avuta è di totale irritazione nello star dietro alle continue interruzioni del gioco. Perdite di tempo veronesi, calciatori che prima escono, poi rientrano e infine riescono dal campo, sostituzioni lunghe due minuti e così via. Proprio per questo ho voluto analizzare la situazione per capire se la mia perplessità trovasse conferma nei dati.

Sul sito della Lega Serie A è facilmente consultabile il Match Report di ogni gara di qualsiasi giornata di campionato. Cliccando su Hellas-Milan, come sempre alla quarta pagina ho consultato il tempo effettivo di gioco: 48 minuti esatti. La maggior parte della sfida (il 51%) è trascorsa a gioco fermo. E se nella prima frazione si è giocato per 26′ 22″, nella ripresa il dato è quel che mi aspettavo: 21′ 38″. Dunque, dopo l’intervallo, sui 45′ più 6 di recupero il pallone è stato in movimento per poco più di ventuno minuti. E pensare che l’arbitro Davide Massa ha lasciato correre in diverse situazioni con l’obiettivo di favorire il calcio delle due squadre.

Incuriosito, ho tentato di fare una somma di alcune gare per un numero che fosse sufficiente a stabilire una media. Prendiamo in esame le prime 10 disputate dal Milan. Il tempo medio trascorso sul terreno di gioco negli impegni rossoneri è di 98′ 32″, ma di questi si è giocato in media solo per 51′ 68″. La percentuale media, dunque, risulta del 53%, mentre per la trasferta di Verona era più bassa: 49%. L’obiettivo non è quello di dare frivoli numeri, ma di analizzare una situazione più complessa e grande.

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Da anni si parla di spettacolarizzare il calcio, di renderlo intrattenimento o elemento di fruizione, concetti che mettono i brividi solo al pensiero. E allora le proposte della Superlega, delle tre competizioni europee fino all’assurda idea di Van Basten (pardon, Marco) di eliminare la regola del fuorigioco. Tutte teorie, seppur spesso in contrasto fra loro e decisamente contestabili, che mirano ad andare però nella direzione di un calcio più spettacolare e godibile. Il mio quesito allora è: va bene aberrare e rifiutare le proposte di associazioni che vogliono lucrare sul calcio e renderlo solo puro intrattenimento, ma non si riesce a trovare un punto d’incontro tra queste e il calcio di oggi, spesso troppo noioso? Ogni tifoso che va allo stadio o che segue con passione la propria squadra da casa ha il diritto di vederla giocare senza dover fare i conti con fastidiose perdite di tempo (che fanno parte del gioco, ma non quando sono reiterate e premature) e con uno sport sempre più spezzettato.

L’Associazione Italiana Arbitri, insieme alla FIGC e alla FIFA, avrebbero tutti i mezzi e le possibilità di studiare soluzioni che mirano a estinguere mentalità che fanno parte di un calcio ormai passato. Continuo a credere che la soluzione definitiva sarebbe l’introduzione del tempo effettivo (ipotesi spesso supportata anche da Pioli), ma mi rendo conto della complessità e del dettagliato studio che va fatto in merito. Tuttavia, se i direttori di gara favorissero maggiormente il gioco punendo più spesso le perdite di tempo e avendo zero tolleranza su un certo tipo di comportamenti, allora magari il calcio risulterà migliore agli occhi degli spettatori. Il cambiamento si sa, non deve venire solo dagli arbitri e dal regolamento, ma questo sforzo potrebbe comunque dare una mano. Non dipende solo dalla direzione anche perché, in alcuni casi, mira proprio a lasciar correre. Come in Milan-Juventus, quando l’arbitro noto per questo genere di arbitraggio, permette al dato sul tempo effettivo di spingersi fino al 59%. Orsato, infatti, nella gara di San Siro contro i bianconeri ha contribuito a far restare la palla in movimento per 57′ 25″ sui 97′ 29″ totali.

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È il dato più positivo da questo punto di vista, perché ogni numero sulle prime giornate rossonere prese in analisi è inferiore. E allora la direzione di certi metri arbitrali è quella da seguire: pochi fischi, zero tolleranza su simulazioni e perdite di tempo e polso fermo sui capannelli attorno al DDG. Onestamente, questi ultimi tanto poco belli da vedere quanto inutili nel pratico. Nessuno di noi ha l’ambizione, le competenze né tantomeno la pretesa di voler prendere decisioni al posto di chi dovrebbe, ma far riflettere su determinate statistiche ne vale la pena.

Per questo, di seguito sono riportati i dati pubblicati sul sito legaseriea.it e utilizzati per l’analisi:

MILAN-UDINESE

tempo di gioco: 100’ 25”

tempo effettivo: 52’ 44”

percentuale: 53%

ATALANTA-MILAN

tempo di gioco: 97’ 26”

tempo effettivo: 57’ 33”

percentuale: 59%

MILAN-BOLOGNA

tempo di gioco: 94’ 07”

tempo effettivo: 55’ 04”

percentuale: 59%

SASSUOLO-MILAN 

tempo di gioco: 100’ 27”

tempo effettivo: 49’ 03”

percentuale: 49%

MILAN-INTER

tempo di gioco: 97’ 08”

tempo effettivo: 48’ 47”

percentuale: 50%

SAMPDORIA-MILAN

tempo di gioco: 101’ 05”

tempo effettivo: 52’ 57”

percentuale: 52%

MILAN-NAPOLI

tempo di gioco: 97’ 07”

tempo effettivo: 51’ 38”

percentuale: 53%

EMPOLI-MILAN

tempo di gioco: 101’ 43”

tempo effettivo: 45’ 28”

percentuale: 45%

MILAN-JUVENTUS

tempo di gioco: 97’ 29”

tempo effettivo: 57’ 25”

percentuale: 59%

HELLAS VERONA-MILAN

tempo di gioco: 97’ 41”

tempo effettivo: 48’ 00”

percentuale: 49%

MEDIA TEMPO DI GIOCO: 98’ 32”

MEDIA TEMPO EFFETTIVO: 51’ 68”

MEDIA PERCENTUALE: 53%

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photocredits: acmilan.com

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