Serie A, un’agenzia governativa per i bilanci dei club: è subito polemica

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Grosso cambiamento in vista nel mondo del calcio, pronta un’agenzia governativa per controllare i bilanci: tra i club è già polemica

Ci potrebbe essere una scossa importante nel mondo del calcio italiano: si sta studiando una nuova agenzia per controllare i bilanci del club. La notizia ha da subito preoccupato le società e le leghe, con Gabriele Gravina che avrebbe convocato una riunione d’urgenza. L’aspetto più clamoroso sarebbe che quest’agenzia verrebbe nominata dal governo e prenderebbe il posto della Covisoc, la commissione di vigilanza della FIGC. Prenderebbe il nome di “Agenzia per la vigilanza economica e finanziaria sulle società sportive professionistiche”.

L’agenzia del governo

Il calcio italiano potrebbe subire una grossa riforma, è al vaglio la creazione di una nuova agenzia governativa per il controllo dei bilanci dei club. Il provvedimento è stato inviato venerdì scorso alla Federcalcio e al Coni, provocando la preoccupazione dei club e del mondo sportivo che vede messa in discussione la propria autonomia decisionale. Il governo potrebbe così intervenire nel calcio ad esempio nelle iscrizioni al campionato, spiega “Il Sole 24 Ore”. La nuova agenzia sarebbe “posta sotto la vigilanza del Presidente del Consiglio dei ministri o dell’Autorità politica da esso delegata in materia di sport”. L’organismo governativo emetterebbe “ai fini del rilascio della licenza nazionale per la partecipazione alle competizioni un parere vincolante”. Il decreto deve ovviamente ancora superare l’iter parlamentare, nel caso si realizzasse porterebbe con sé parecchi malumori.

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