“Milan, Adli ha la luce di Pirlo!”: il giornalista scomoda il paragone

I più letti

Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il giornalista ha lanciato un paragone molto importante in casa Milan: la luce di Adli somiglia a quella di Andrea Pirlo

I primi 58 minuti della stagione con la maglia del Milan a Cagliari sono bastati per far sì che, negli ultimi giorni appena trascorsi, si parlasse solo e soltanto di Yacine Adli. Dopo un anno in cui ha giocato poco meno di 200 minuti, il francese ha avuto l’occasione di partire titolare in Sardegna dopo l’infortunio di Rade Krunic, convincendo tifosi, addetti ai lavori e soprattutto l’allenatore, Stefano Pioli, che lo ha confermato nell’11 titolare contro la Lazio. In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il giornalista Alessandro De Calò ha scomodato un paragone importante, veramente molto importante della storia del Milan, sostenendo che “Adli è una luce accesa che non si vedeva dai tempi di Pirlo“.

Adli, Pirlo e le chiavi della regia del Milan

Dalla partita di Cagliari agli ultimi registi del Milan: Alessandro De Calò su Yacine Adli e un paragone tanto importante quanto difficile.

“Era dai tempi di Pirlo che nel Milan non si vedeva un regista capace di alternare in modo così elegante i tocchi da torello con i lanci di una cinquantina di metri, calibrati sull’unghia e utili per dribblare il pressing nemico. Parliamo di una dozzina di anni fa, e in effetti Yacine Adli si porta addosso, nel profilo del suo calcio, qualcosa di retrò. Ha la faccia da bravo ragazzo, il fisico asciutto e un po’ ingobbito da studente secchione, una disinvoltura che coniuga la raffinatezza con la praticità. Certo non è che i vari Van Bommel, Montolivo, Biglia e gli altri che in questi anni hanno occupato la cabina di regia – fino a Bennacer e Tonali – non sapessero giocare a calcio. Anzi. Quasi tutti avevano qualcosa in più di Adli, peso o fisicità, cattiveria o esperienza. Eppure nessuno aveva dato l’impressione – almeno a me – di una simile rotondità nei movimenti”.

ADLI, IL MILAN E IL DIALOGO CON PIOLI: GAZZETTA SVELA PERCHE’ E’ RIMASTO A MILANELLO

“C’è qualcosa di inevitabile nel disegno dei suoi colpi, seguono una visione, diventano fluidi come un rovescio di Roger Federer. Nell’ora scarsa che l’ha visto protagonista l’altra sera a Cagliari, Adli ha toccato un’infinità di palloni. Uno l’ha perso – è vero – aprendo la strada al gol di Luvumbo, ma ha messo in buca 71 passaggi su 73, qualcuno anche coraggioso e filtrante come deve fare un vero “meneur de jeu”, l’uomo-squadra. Il buon regista, nel calcio, non si può calare dall’alto. Dev’essere proposto, certo, però poi viene eletto sul campo. Il voto migliore alla pagella del franco-algerino l’hanno dato i compagni, cercandolo continuamente, perché avevano capito che consegnando a lui il pallone era come metterlo in banca, l’avrebbero ricevuto di ritorno impreziosito dagli interessi”.

L’AGENTE: “ADLI AL PSG ERA UN RABIOT 2! MILAN, ECCO LA SUA FORZA”

Stesso percorso

“[…] È curioso che nella coda della voragine lasciata da Pirlo, dopo aver cresciuto in casa Cristante e Locatelli – i due play della Nazionale attuale – il Milan abbia finito per affidarsi a Krunic, jolly di 30 anni, onesto punto di equilibrio difensivo. Ci sono altri mondi possibili. Pirlo aveva toccato una dimensione mondiale a 23 anni, quando Ancelotti l’aveva arretrato dalla trequarti alla regia davanti alla difesa per supplire Fernando Redondo, eterno infortunato. Adli ha la stessa età che aveva allora Pirlo e può seguire quelle orme. L’anagramma del suo nome balla tra due estremi: uno quasi richiama un’azienda di discount tedesca, accessibile e popolare; l’altro porta al genio di Dalì, alla voglia di stupire del suo surrealismo. Esistono punti intermedi e buone opportunità. Se Adli troverà l’equilibrio giusto, se Pioli lo farà crescere in continuità – a cominciare dal match di oggi con la Lazio – senza dimenticarlo poi nel retrobottega, il Milan forse riuscirà a illuminarsi, accendendo la luce che ancora gli manca”.

TASSOTTI: “ADLI TIFA MILAN! CALABRIA SOTTOVALUTATO, LEAO…”

SCORRI PER ALTRE
NEWS MILAN E NOTIZIE MILAN

adli milan pirlo

Ultime news

Notizie correlate