Adli cuore Milan: “A un passo dall’addio, ma non ho mai mollato”

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Adli, che storia con il Milan: una manciata di minuti la scorsa stagione e le voci sull’addio in estate, oggi un punto di riferimento dello spogliatoio rossonero

Yacine Adli si gode la consacrazione nel mondo Milan. Dopo una prima stagione complicata in cui i minuti giocati si contavano con il contagocce, appena 140 in campionato e nessuno in coppa, si è gradualmente conquistato la fiducia di Pioli. Adli si racconta all’Equipe a poche ore dal fischio d’inizio di Rennes-Milan, ripercorrendo il suo percorso in rossonero e rivelando curiosità sui compagni di squadra. Un inizio di avventura complicato quello del centrocampista ex Bordeaux, lui stesso ammette di essere arrivato a Milano giovane, esposto e immaturo, ma consapevole al tempo stesso delle proprie qualità: “Mai avuti dubbi, mi allenavo bene. Secondo Pioli dovevo fare il salto tattico e migliorare in difesa, come tutti quelli che arrivano in Serie A”. Un grande ostacolo per la sua esplosione è stato la folta concorrenza sulla trequarti, un Brahim Diaz sugli scudi e il grande colpo dell’estate De Ketelaere. Gerarchie chiare e un posto difficile da conquistare ma: “Non ho mai mollato agli allenamenti e l’intensità era massima ad ogni sessione. Non ero nella lista della Champions League e quindi a volte mi allenavo da solo, con un preparatore. Non volevo perdere tempo, dovevo essere pronto per ogni eventualità”. Tanti altri spunti interessanti nel corso dell’intervista.

MILAN-NAPOLI, ADLI: “TI AMO, AMBRO! NON AL TOP IN DIFESA, CI LAVORO”

Pioli vuole cederlo, poi cambia tutto

Vicinissimo alla cessione nel mercato estivo, Adli riporta i dialoghi con mister e società, c’era la fiducia della dirigenza, meno quella di Stefano Pioli. Prima della tournée negli Stati Uniti il mister prova una nuova disposizione tattica e avvisa il 7 rossonero: “Abbiamo fatto altre scelte, devi trovare una via d’uscita.” Pronta la risposta del centrocampista: “L’ho ringraziato per la sua onestà e gli ho detto che poteva contare sulla mia serietà fino alla mia partenza. Ma poi sono rimasto nel gruppo perché lavoravo duro, preparavo i titolari e l’allenatore mi ha persino portato in tournée negli Stati Uniti. Lì, mi ha detto che il club stava cercando un mediano difensivo ma pensava che potessi dire la mia. Gli ho risposto che avevo già giocato in quella posizione… anche se non sono nemmeno sicuro che sia vero”.

Adli sui compagni al Milan, gli esempi Ibrahimovic e Giroud

In coda anche qualche curiosità sui nuovi e sugli ex compagni in rossonero. Arrivano gli elogi per Zlatan Ibrahimovic e per Olivier Giroud. Lo svedese, un valore aggiunto nella vita di qualcuno, lo ha sostenuto nei momenti di maggiore difficoltà. Il francese una fonte di ispirazione, in discussione ma ha sempre reagito, esempio di determinazione e perseveranza.

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