Adani risponde a Gasperini: “Il razzismo si combatte, non si gestisce”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Il tema del giorno, purtroppo, ancora una volta, è il razzismo negli stadi. Lele Adani ha risposto a distanza alle parole di Gian Piero Gasperini, il quale aveva precedentemente commentato quanto accaduto a Dusan Vlahovic. Nel corso di Atalanta-Juventus di questo primo pomeriggio, sul finale di gara sono partiti distinti cori discriminatori contro l’attaccante serbo. Dopo aver segnato la rete del definitivo 2-0, il giocatore bianconero è stato ammonito dall’arbitro Doveri per aver risposto al pubblico.

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Nel post partita, Gasperini aveva parlato così a Sky Sport: “Il razzismo va condannato ma devo evidenziare che nell’Atalanta gioca Pasalic e hanno giocato Ilicic, Sutalo, ovvero gente della stessa etnia di Vlahovic. A volte gli insulti sono dovuti ad altre cose e bisognerebbe tenerne conto. Il razzismo è una cosa molto seria ma a volte lo confondiamo. Il razzismo riguarda tutti, anche i nostri giocatori allora. A volte bisogna saper distinguerlo dall’insulto tipo “Pezzo di m***a” o “Fanc**o”. Ripeto, il razzismo sarebbe riferito a tanti giocatori che sono qua. L’insulto è un’altra cosa e dovremmo fare questa puntualizzazione. Poi c’è la maleducazione e quella è ancora una cosa diversa: andrebbe estirpata e combattuta anche quella. Io subisco gesti di maleducazione ogni volta che vado in panchina”.

Poi, anche Rafael Toloi ha parlato di quanto accaduto ai microfoni di Sportmediaset: “Non può succedere. Ultimamente però succede da tutte le parti, anche noi quando andiamo fuori casa succede così”.

Negli studi Rai a 90° Minuto, Adani ha, invece, condannato seriamente ogni genere di discriminazione:Non si può più tergiversare o minimizzare, basta. A me non interessa da cosa sono animati o causati questi cori, se da maleducazione e ignoranza o da qualsiasi altro sentimento. Questa è discriminazione razziale urlata a dei ragazzi che fanno il loro mestiere e che cercano anche di regalare gioie ai tifosi. Il razzismo si combatte, non si gestisce: si combatte forte senza mezze misure. Se la Federazione prende delle posizioni forti ben vengano, noi siamo qui a opinare e non ci possono essere mezzi termini e mezze misure. Questo è razzismo e va combattuto”.

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