Caso Acerbi-Juan Jesus: tra il “ti faccio nero” e la posizione dell’Inter

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il caso di razzismo tra Acerbi e Juan Jesus è tutto tranne che risolto: il nerazzurro ribadisce il fraintendimento mentre la Procura Federale indaga

Il calcio italiano, ancora una volta, si trova a discutere di un problema legato al razzismo: il caso Acerbi-Juan Jesus durante la partita di domenica sera tra Inter e Napoli a San Siro è tutto tranne che risolto. Dopo l’attacco di Juan Jesus arrivato lunedì sera in seguito alle prime dichiarazioni di Acerbi al rientro dalla Nazionale, il nerazzurro ha risposto confermando la versione del fraintendimento. Cosa succede ora?

Acerbi e Juan Jesus, “ti faccio nero”?

Secondo quanto riportato questa mattina dalla Gazzetta dello Sport, durante l’incontro di ieri alla Pinetina con i vertici dell’Inter, Francesco Acerbi avrebbe ribadito di non aver rivolto offese razziste a Juan Jesus, sostenendo di aver detto semplicemente “ti faccio nero“. Il difensore nerazzurro continua quindi col fraintendimento tra i due in campo domenica sera. Ora la palla passa alla Procura Federale: i due calciatori verranno ascoltati tra oggi e domani per ricostruire i fatti e decidere o meno l’eventuale squalifica di Acerbi. Per quanto riguarda l’Inter, scrive Gazzetta, “il club non vuole in alcun modo che il proprio nome venga accostato alla parola razzismo e in base a quello che sarà l’esito di finale di questa brutta storia, deciderà se prendere ulteriori provvedimenti verso Acerbi“.

I rischi

La rosea riporta che un insulto razzista va contro quello che è l’articolo 28 del Codice di Giustizia Sportiva: “Costituisce comportamento discriminatorio ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporta offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine anche etnica, condizione personale o sociale ovvero configura propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori“. Le sanzioni possono esserela squalifica per almeno 10 giornate di gara o, nei casi più gravi, con una squalifica a tempo determinato“.

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