Serie A, Acerbi assolto sul caso razzismo con Juan Jesus: il motivo

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

La Lega Serie A ha deciso: niente squalifica per Acerbi dopo le accuse di razzismo di Juan Jesus per l’episodio in Inter-Napoli

Arriva dopo giorni di attesa la notizia sul caso di razzismo che ha coinvolto Francesco Acerbi e Juan Jesus durante la sfida tra Inter e Napoli di domenica 17 marzo. Il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea ha deciso di non squalificare Acerbi dopo le accuse del difensore centrale brasiliano in forza al Napoli ed ex giocatore anche dell’Inter, tra le altre.

Il motivo dell’assoluzione

La notizia è stata comunicata poco fa: il difensore della Nazionale italiana non verrà squalificato e tornerà in campo con i nerazzurri già dalla prossima giornata di campionato. Dopo le accuse di Juan Jesus (“Acerbi mi ha detto ‘vai via nero, sei solo un ne*ro‘. In seguito alla mia protesta con l’arbitro ha ammesso di aver sbagliato e mi ha chiesto scusa aggiungendo poi anche: ‘per me ne*ro è un insulto come un altro“), Acerbi si era difeso sostenendo di aver semplicemente detto all’avversario “ti faccio nero“. Ora è arrivato il verdetto ufficiale: il Giudice Sportivo della Lega Serie A Geraldo Mastrandrea ha assolto Acerbi, scrive l’ANSA, per mancanza di prove. Ecco un estratto della decisione:

Rilevato che nella fattispecie la sequenza degli avvenimenti e il contesto dei comportamenti è teoricamente compatibile anche con una diversa ricostruzione dei fatti, essendo raggiunta sicuramente la prova dell’offesa ma rimanendo il contenuto gravemente discriminatorio confinato alle parole del soggetto offeso, senza alcun ulteriore supporto probatorio e indiziario esterno, diretto e indiretto, anche di tipo testimoniale; Ritenuto pertanto che non si raggiunge nella fattispecie il livello minimo di ragionevole certezza circa il contenuto sicuramente discriminatorio dell’offesa recata P.Q.M. di non applicare le sanzioni previste dall’art. 28 CGS nei confronti del calciatore Francesco Acerbi

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