Caso Acerbi, con Juan Jesus si fa sentire anche Maignan: il retroscena

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Dopo l’assoluzione di Acerbi dalle accuse di razzismo contro Juan Jesus, anche Mike Maignan ha mostrato sostegno al difensore brasiliano

Durante l’ultima sosta per le Nazionali, il caso Acerbi-Juan Jesus ha tenuto banco a lungo, chiudendosi con un nulla di fatto nei confronti del difensore dell’Inter. Dopo l’inaspettata assoluzione di Acerbi dalle accuse di razzismo contro Juan Jesus, anche il portiere del Milan Mike Maignan ha mostrato sostegno al difensore brasiliano.

Maignan vicino ad Acerbi

Gli addetti ai lavori raccontano di un Juan Jesus, comprensibilmente, rimasto amareggiato dalla decisione del Giudice Sportivo, che ha assolto Acerbi dalle accuse di razzismo. Tuttavia, il brasiliano è consapevole dell’affetto che sente intorno a sé, con lo spogliatoio (e non solo) che gli ha dimostrato tutto il suo supporto. Il difensore ha infatti ricevuto una telefonata di sostegno anche da parte di Vinicius jr, attaccante del Real Madrid e della Nazionale verdeoro. Come raccontato da Francesco Modugno a Sky Sport, anche Mike Maignan ha mostrato vicinanza, inviandogli un messaggio nella giornata di ieri per certi versi iconico: proprio il portiere si era trovato a gestire un momento altrettanto delicato pochi mesi fa ad Udine.

Per chiudere una volta per tutte questa brutta vicenda, Juan Jesus ha deciso di non fare ricorso in altre sedi contro la sentenza. Il centrale partenopeo aveva valutato la possibilità di ricorrere alla giustizia ordinaria, ma poi ha deciso di rispettare la clausola compromissoria: tecnicamente avrebbe dovuto ottenere un’autorizzazione dalla Figc per procedere, ma ha preferito rimanere “dentro il sistema” senza proseguire legalmente.

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